ANIMAZIONE PER L’INFANZIA

Scadenza: 30/09/2019 20:00:00 CET
La produzione italiana di film di animazione negli ultimi 5 anni è stata in totale di 10 film. Nel corso del 2014 in Italia gli incassi cinematografici (GBO) sono stati pari a 72,4 milioni di euro con quasi 12 milioni di spettatori (pari al 13% del totale incassi). Nelle casse delle produzioni locali è però confluito soltanto il 3% del GBO. Produttori e distributori spesso sfidano frontalmente i kolossal delle multinazionali quando probabilmente il prodotto locale necessiterebbe di una strategia di lancio e distributiva più ragionata. Il settore italiano dell’animazione potrebbe quindi concentrarsi su prodotti innovativi e creativi orientati all’intrattenimento per giovanissimi e famiglie. In particolare, le idee ricercate potrebbero far leva sull’unicità del contesto italiano, filtrando in chiave di intrattenimento ludico quelle storie, contenuti artistici e culturali che rendono l’Italia nota anche all’estero. I prodotti di animazione favorirebbero anche connessioni per la crescita del settore gaming e del turismo nel Paese.

Descrizione

Una recente indagine condotta dalla European Audiovisual Observatory evidenzia che, a livello globale, nel 2014 il settore dell’animazione aveva già un valore superiore ai 200 miliardi di dollari. Il mercato dell’intrattenimento audiovisivo in animazione può classificarsi in 2 principali macro-categorie: produzione di film (sale cinematografiche; TV; home entertainment) e produzione di serie televisive (TV; on line; video on demand). I maggiori mercati dell’animazione si confermano quelli degli Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Francia, Regno Unito e Germania. Per l'Italia, invece, secondo Asseprim-Confcommercio e Cartoon Lombardia, la produzione di film di animazione negli ultimi 5 anni è stata in totale di 10 film. Lo studio evidenzia, inoltre, che a partire dal 2014 tutte le reti nazionali dei canali generalisti hanno eliminato dai loro palinsesti la programmazione di animazione sul target 4-14 anni. I punti di debolezza di questo segmento dell’animazione sono riconducibili a cause culturali ed economiche. Produttori e distributori spesso sfidano frontalmente i kolossal delle multinazionali quando probabilmente il prodotto locale necessiterebbe di una strategia di lancio e distributiva più ragionata. Inoltre le aziende italiane operano prevalentemente sul mercato televisivo, producendo pochi film a lungometraggio. A ciò si aggiungono il limite dimensionale del mercato italiano, la mancanza di incentivi pubblici e di adeguate strutture per distribuzione estera, insufficienti sbocchi professionali in Italia. Appare quindi sfidante elaborare ed attuare idee e strategie innovative affinché le imprese italiane lascino alle spalle il ruolo di competitor marginali per confrontarsi con le aziende straniere che finora ricevono e sviluppano la maggioranza delle commesse nel settore dell’animazione.

Obiettivo

Dopo un lungo periodo di stagnazione, l’industria dell’animazione ha mostrato negli ultimi anni dei segni di rilancio. A sottolineare l’interesse per il settore va segnalata l’approvazione della legge sulla Disciplina del Cinema, dell’Audiovisivo e dello Spettacolo. Secondo il rapporto “Io sono cultura – 2018” della Fondazione Symbola, tale provvedimento legislativo riconosce il ruolo trainante dell’animazione nell’industria audiovisiva nazionale e comunitaria e le destina l’8% delle risorse relative ai contributi automatici, la stessa percentuale destinata alla fiction. Inoltre, l’animazione italiana esce dai suoi confini, grazie all’interesse del cinema, che porta a nuova luce una serie di competenze di animazione per la produzione di effetti visivi per il genere fantastico ed horror. Non va poi ignorato che brand internazionali e istituzioni culturali rivolgono sempre più spesso la propria attenzione verso un’animazione “raffinata” per raccontare spazi museali e disseminare tra il grande pubblico i risultati dei propri progetti di ricerca. Il rapido sviluppo delle tecnologie, l’aumento delle ore di trasmissioni sui nuovi canali tematici e soprattutto l’utilizzo del web stanno facendo stimolando la domanda di contenuti e di animazione in tutto il mondo. Le stazioni televisive e i nuovi format richiedendo sempre più prodotti d’animazione per teenager e famiglie, prodotti che vengono programmati anche nel cosiddetto “peak time”.

Innovazione

Il settore italiano dell’animazione dovrebbe sviluppare prodotti innovativi e creativi orientati all’intrattenimento per giovanissimi e famiglie. Le idee innovative potrebbero inserirsi in segmenti di mercato dove i kolossal delle multinazionali dell’animazione non sono ancora affermati. In particolare, i prodotti dovrebbero far leva sull’unicità del contesto italiano, filtrando in chiave di intrattenimento ludico quelle storie, contenuti artistici e culturali, che rendono l’Italia nota anche all’estero. I prodotti di animazione favorirebbero anche connessioni per la crescita del settore gaming e del turismo nel Paese.