Percorsi digitali ludico-educativi alla scoperta dell’Italia

Scadenza: 30/09/2019 20:00:00 CET
Un patrimonio storico inestimabile e una diffusa attività culturale costituiscono un fattore attrattivo nei confronti della domanda di turismo in Italia. Tuttavia, il patrimonio storico, culturale e naturale è ancora sotto sfruttato rispetto alle sue effettive potenzialità. Uno dei fattori che contribuisce a questo fenomeno è lo scarso potere attrattivo delle forme con le quali il patrimonio è promosso e reso fruibile agli italiani e stranieri. Alla luce di ciò, la cultura digitale può rinnovare il lessico dei luoghi italiani dell’arte, storia, cultura e natura. Appare strategica l’applicazione a questo settore, in modo innovativo e creativo, di tecnologie come smartphone, green screen, video mapping e realtà aumentata. Ciò al fine di “spettacolarizzare” e commercializzare più efficacemente il patrimonio artistico, storico, culturale e naturale. Le nuove tecnologie potrebbero essere applicate per sviluppare percorsi digitali ludico - educativi destinati ai giovanissimi e alle loro famiglie, producendo così un impatto positivo anche sul settore turistico.

Descrizione

Il binomio cultura-turismo rappresenta un collegamento di strategica importanza per l’economia del Paese. La presenza di un patrimonio storico, artistico e naturale di inestimabile rilievo e una vivace attività culturale sono un fattore attrattivo per la domanda interna ed esterna di viaggi e vacanze. Questa capacità viene quantificata dalla Fondazione Symbola attraverso la stima del valore della spesa turistica attivato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC). Nel 2016 è stato registrato un valore pari a 30,4 miliardi di euro, che è equivalente al 37,9% della spesa turistica totale. Il valore è in crescita rispetto al 37,5% del 2015. Se da un lato i dati evidenziano un trend positivo, dall’altro il patrimonio storico e culturale è ancora sotto sfruttato rispetto alle sue effettive potenzialità. Uno dei fattori che contribuisce a questo fenomeno è lo scarso potere attrattivo delle forme con le quali il patrimonio è promosso e reso fruibile agli italiani e stranieri. Nonostante la sensibilità italiana per il gusto ed il bello sia riconosciuta e apprezzata a livello internazionale, vi è carenza di iniziative, prodotti e servizi basati sulle nuove tecnologie che siano in grado di “spettacolarizzare” in modo efficace e creativo il patrimonio culturale, promuovendone quindi la commercializzazione su scala più ampia.

Obiettivo

In base al rapporto “Io sono cultura - 2018” della Fondazione Symbola, il SPCC (Sistema Produttivo Culturale e Creativo) italiano vanta un moltiplicatore pari a 1,80, mentre nel 2017 esso era parti a 1,78. Ciò significa che per un euro di valore aggiunto (nominale) prodotto da una delle attività di questo segmento, se ne attivano, mediamente, sul resto dell’economia, altri 1,80. In termini monetari, i 92 miliardi di euro prodotti nel 2017 dall’intero sistema produttivo culturale (comprensivo di non profit, pubblica amministrazione e attività creative driven), attivano 163 miliardi di euro, arrivando così a costituire una filiera culturale, intesa in senso lato, di 255 miliardi di euro.
In questo ambito, secondo i dati del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), va segnalato che il 2016 è il terzo anno consecutivo di crescita, per numero di visitatori, per i musei statali, che toccano la quota dei 44,5 milioni (+15% rispetto al 2013). Di questi, circa il 25% si è recato presso grandi siti archeologici. Al successo di partecipazione e soddisfazione del pubblico ha contribuito anche la progressiva espansione della presenza sul web da parte dei siti nazionali di interesse storico e la diffusione di tecnologie che propongono percorsi educativi digitali accattivanti per giovani, giovanissimi e le loro famiglie. A ciò si aggiunge anche la crescente familiarità che giovani e giovanissimi hanno con le più recenti tecnologie.  

Innovazione

La cultura digitale rinnova il lessico dei luoghi italiani dell’arte, storia e cultura, mediante la digitalizzazione del patrimonio, il miglioramento dei processi gestionali, lo sviluppo di strumenti innovativi di audience development, la comunicazione personalizzata e la profilazione degli utenti attraverso l’analisi dei big data. Appare strategica l’applicazione innovativa e creativa di tecnologie come smartphone, green screen, video mapping e realtà aumentata. Ciò al fine di “spettacolarizzare” e commercializzare più efficacemente il patrimonio artistico, storico, culturale e naturale dell’Italia. Le nuove tecnologie andrebbero diffuse in modo capillare sul territorio per stimolare percorsi digitali ludico - educativi per giovani, giovanissimi e le loro famiglie, producendo così un impatto positivo anche sul settore turistico. A titolo esemplificativo le applicazioni innovative di queste tecnologie potrebbero riguardare i sistemi di visita immersiva basati sulla realtà aumentata, racconti multimediali e meccanismi interattivi per utenti e gestori dei siti di interesse, sistemi di riconoscimento fotografico dei luoghi più attrattivi delle città e soluzioni per la fruizione del patrimonio culturale per persone diversamente abili.